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Viaggio in Slovenia pt.II: Radol’ca e Pirano

Eccoci alla seconda puntata del racconto del blog tour in Slovenia! Presa dalla paura del “oddio, chissá quando sará che mangeremo di nuovo”, mi sono goduta una a dir poco abbondantissima colazione con vista sul lago e castello di Bled, ignara, o comunque non del tutto consapevole del fatto che ci saremmo fatti una cultura sul mondo delle praline poco dopo. E cosí ci dirigiamo a bordo del nostro minivan bianco verso Radol’ca, ovvero l’area attorno alla cittadina di Radovljca nel laboratorio di un certo Uroš Pogačnik, maitre chocolatier specializzato nella produzione di praline su commissione ma che al momento sta creando la sua marca di cioccolatini pregiati.

Oltre ad assaggiare cioccolatini di ogni tipo (degni di nota quelli ripieni di noci, cannella, uvetta e rum come la tipica potica slovena, e quelli a base di un’insalata simile al radicchio), abbiamo anche avuto la possibilitá di sporcarci di cioccolato e ostentare le nostre innate capacitá con la sac á poche 😀

Finita la nostra avventura da improvvisati cioccolatai ci dirigiamo a Radovljica city, una deliziosa cittadina immersa nelle montagne dove si respira un’aria di tranquillitá inaudita. Vecchi edifici, negozi di antiquariato, gente seduta ai tavoli di un bar in piazza. Puro relax.

 

E in uno di questi vecchi edifici troviamo il museo delle api. L’apicultura é un aspetto molto importante della cultura di questa zona specialmente tra il XVIII e il XIX secolo di cui si puó scoprire di piú proprio al museo, nonché ammirare le arnie dipinte tipiche di questa zona.

E ora altro highlight per noi foodblogger 😀 Lectar: non solo una taverna dove si possono mangiare piatti tradizionali ma anche il museo vivente del pan di miele. Molto simile al pan di zenzero, la tradizione del Lectar é molto lunga. Ogni giorno le sue creazioni vengono sfornate e decorate ancora con le tecniche, gli strumenti e addirittura i vestiti di una volta dalle ragazze che ci lavorano. Anche noi ci siamo (di nuovo) cimentati con la sac á poche e abbiamo decorato i nostri cuoricini sloveni <3

A pranzo eravamo ospiti di Vila Podvin e dello chef Uroš Štefelin, che tra le altre cose ha vinto il premio come miglior ristorante del nord della Slovenia quest’anno!

Finito il pranzo ci aspettano un paio d’ore d’auto. Piano piano la vegetazione comincia a cambiare e dai paesaggi montani di Radovljica ci troviamo in pochissimo tempo in mezzo a pini marittimi e oleandri. Benvenuti a Pirano! Dall’hotel ci incamminiamo sul lungomare insieme alla nostra guida che ci racconta la storia della città e ci porta in mezzo alle viuzze che ricordano molto i caruggi liguri fino ad arrivare in cima alla collina ai piedi del Duomo di San Giorgio che invece ci porta con la mente direttamente a Venezia.

La nostra visita giunge al termine, ci rechiamo al centro SPA dell’Hotel Bernardin per un po’ di meritato relax e concludiamo la serata con una cena a base di pesce nel ristorante Pecina situato al decimo piano dell’hotel. Il tutto ovviamente accompagnato da ottimi vini e…ottimo olio di oliva!

Così si conclude la seconda giornata del blog tour… curiosi di sapere cosa abbiamo fatto nel terzo e quarto giorno? Vi aspetto a brevissimo con un nuovo post 😀

 

 

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2 Comments

  • Reply
    Nicola
    May 24, 2017 at 13:37

    Noi italiano che ci vantiamo pure sulla Luna della nostra cucina e poi sconosciamo le magiche realizzazioni degli chef in giro in per il mondo! La Slovenia è un posto magico con i suoi porti ordinati e i boschi quasi fossero dipinti su tela. Un articolo che oltre a deliziare il palato (e ad offrire spunti fantastici) lascia riflettere tantissimo su quanto siamo maestri del cibo e creatori di bellezza!

    • Reply
      marziabalza
      May 24, 2017 at 16:07

      Ciao Nicola, grazie per essere passato dal blog! Ti dico la verità, anche io ignoravo di quanta bellezza ci potesse essere oltre confine, la Slovenia mi ha veramente sorpreso e ora ha un posto speciale nel mio cuore. L’insegnamento principale che ne ho tratto è che la semplicità vince su tutto ed è forse proprio su questo che sia noi italiani che tanti altri dovrebbero riflettere. Ti aspetto a brevissimo per il prossimo post sulla Slovenia, la magia non è ancora finita!

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